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LA BASSA CREMONESE E IL CASALASCO: LA FORZA DEL PAESAGGIO PERCORSI
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I percorsi. San Giovanni in Croce, Casteldidone, Piadena
Ripassiamo alla
destra del Delmona nei pressi di Voltido e attraversiamo Recorfano,
quattro cascine abbandonate fra i campi di mais, ma con un numero
spropositato di ristori: due trattorie di un certo tono e un
agriturismo anch’esso di curata immagine. Fra essi da segnalare
l’Antica Trattoria da Gianna (0375 98351), che esiste
ormai da quasi un secolo ed una istituzione della vera cucina
cremonese di campagna, con pietanze e insaccati ancora fatti in
casa. L’ambiente è rustico, ma sapientemente curato, l’accoglienza
cordiale e simpatica. Di inverno si mangia in salette ben arredate e
discrete, d’estate si ha disposizione Risaliamo infine verso Piadena, che è un grosso borgo di campagna, un tempo centro della vita e dei commerci agricoli, oggi con qualche spruzzo di industrialesimo. Piadena non offre molto dal punto di vista artistico, ma è invece assai interessante sotto il profilo sociologico e culturale proprio in quanto antico borgo agricolo, vocato ai commerci rurali. Qui abbiamo una delle storiche e meglio conservate (sotto ogni punto di vista) osterie dell’intera bassa. Si tratta dell'Osteria dell’Alba, che situata proprio lungo la vecchia Postumia, (Vho di Piadena 0375 98539) risale, come luogo di ospizio e di ristoro con ogni probabilità all’epoca romana (trovati nelle fondamenta resti di ganci da stallaggio dei cavalli di epoca romana). E’ una vera osteria, una delle poche rimaste, ossia un luogo dove si entra, durante l'orario di apertura della cucina, anche soltanto per bere e scambiare quattro chiacchere e non solo per mangiare. I posti a tavola sono pochi, dunque è meglio prenotare. La cucina è sul serio sopraffina, perché gli osti fanno questo mestiere da diverse generazioni, sanno tutto del mestiere, sono vivaci intellettualmente, spontanei e ricettivi, e dunque hanno saputo presentare la grande cucina mantovana, sia di impianto rurale che di impianto ducale, al meglio. Anzi aggiungono qualche tocco di virtuosismo presentando piatti che sono descritti dal celebre Platina (Bartolomeo Sacchi - XVI secolo, originario di Piadena, umanista alla corte papale e gran esperto di cucina). E poi la cantina che, in questo caso, è quasi esagerata con una presenza di etichette di qualità da ogni regione d’Italia. Insomma, mangiare bene e bere ancora meglio, ecco in due parole, quello che la casa offre. Da qui i chilometri che ci separano da Torre de’ Picenardi sono una decina e con essi il nostro vagabondaggio circolare per la bassa cremonese e il primo casalasco è terminato.
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