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Considerazioni e divagazioni
percorrendo la pianura circa Milano in cerca
di suggestioni, antichi sapori, vecchie osterie

Llanura es un dolor
pobrissimo. Così scriveva Luis Borges in una sua celebre poesia.
Nella frase tutta la verità di cui possiamo disporre circa l'essenza
stessa della pianura, che non è solo un luogo ma uno stato mentale,
un sentimento che nasce dall'unione del senso di vertigine del vuoto
col pieno emozionale della percezione del vitale. Insomma il fascino
della pianura è esattamente quello dell'ossimoro, ossia
l'impossibile unione dei contrari, pieno e vuoto, solitudine e senso
di appartenenza, senso dell'abbondanza e idea di assenza. Per questa
ragione attraversare la pianura è un'esperienza che lascia sempre
una traccia e che è una necessità riperterla. Più ancora la 'bassa'
è testimone di una millenaria civiltà rurale, di cui oggi ci restano
alcuni silenti e immobili monumenti che sono le antiche cascine,
ormai vuote e in parte fatiscenti, che tuttavia conservano un fascino
immenso. Da lontano, fra pioppi, mais e siepi, sembrano i resti fossili di ancestrali
specie animali scomparse fra un’era glaciale e l’altra. La loro possente mole,
sbrecciata dal sole e dal gelo, ferita dal marcire delle travi che sorreggono i
tegoli dei tetti, annerita dal corrodersi di metalli e serramenti, ne esce quasi
nobilitata da questo lento degradare e confondersi con il paesaggio, quasi fosse
l’affiorare dei resti di regge, piramidi, templi di una grande civiltà
scomparsa. Le cascine che punteggiano la pianura della ‘bassa’ sono parte
ineliminabile di un paesaggio che è, ad un tempo, un fatto geografico ed uno
stato dell’anima. La cascina è parte del nostro lombardo modo di sentire il
mondo, e più che nello spazio esteriore, è inscritta nella nostra memoria
sentimentale, perché dentro quei mattoni avvertiamo il permanere di un vago
tepore di quegli affetti che ci hanno legato alle cose, all’agire, al parlare,
al nostro desiderare che le cose prendessero questa direzione piuttosto che
quell’altra. Sappiamo che il nostro mondo è nato lì, che lì abbiamo annusato la
prima volta l’odore dell’aria, che lì abbiamo imparato a riconoscere i sapori
delle cose, che lì abbiamo avvertito il calore del bene, udito la voce che ci
diceva quello che andava fatto e quella che ci commuoveva con la sua promessa di
tenerezza.E’ questo che spiega perché
la cascine, più di qualsiasi altro monumento del passato, suscitino la vera,
viva partecipata attenzione della maggior parte di coloro che attraversano, per
una ragione o per l’altra, le campagne della pianura lombarda.La cascina è il simbolo e
l’occasione per un tuffo in un mondo indimenticato e indimenticabile di
pomeriggi domenicali in osterie di campagna dove, fra un piatto di pesciolini
fritti, un fiasco di vino e un piatto di affettati, si ride e si scherza
bonariamente e si parla con tutti, col sottofondo di musiche strimpellate da una
fisarmonica o da un organetto. E’ la memoria di una vita semplice, diretta,
piena, vera. E’ questa memoria sentimentale che ci lega alle cascine, alla
campagna, al nostro volere ritrovare da qualche parte almeno qualche autentico
frammento di quel mondo.
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LA BUCUNA Fontanetto Po (VC)
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La Barcaccia
- Mazzé (TO) |
Trattoria
"Il Barberino" Vailate (CR) |
OSTERIA
DELL'AQUILA ROSSA
Padernello di
Borgo San Giacomo (bs) |
Almeno quattro aree sono da
segnalare ove il territorio rurale della 'Bassa', mantiene l'antico
fascino e ove, fra campi di mais o immense risaie, è possibile
riscoprire lo struggente paesaggio delle grandi cascine, di antiche
pievi e castelli in mattone, che, in lontananza si confondono con il
verde dei campi, con i pioppeti, o si specchiano nelle acque
azzurrine delle risaie. Esse sono:
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La sponda sinistra del
Ticino, fra navigli e Po. E qui indichiamo come meta, la storica
cascina di Fallavecchia e l'abbazia di Morimondo;
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La sponda destra del
Ticino, fra le risaie della lomellina, del novarese, del
vercellese. Da percorrere la
Lomellina, fino alle prime colline
del novarese, per raggiungere la badia di Dulzago, insieme
abbazia ed esempio fra più interessanti di cascina;
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Il lodigiano, fra Adda e
Po, avendo come meta la abbazia del Cerreto;
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Fra Oglio e Po.
castelli e città murate
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