I VINI I COLLI LE VALLI DEL PIACENTINO

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VIGNETI IN VAL TIDONE

TRAMONTO D'AUTUNNO IN VAL D'ARDA

 Le lievi colline della Val Luretta

Paesaggi fra il Trebbia e il Tidone

Alta Val Nure

Palazzo Pretorio Castell'Arquato

Abbazia di santa Maria di Chiaravalle della Colomba - Il Chiostro

 

Chi potrebbe offrirti, a poco più di un’ora di macchina da Milano, una città romana, una cittadina medioevale perfettamente conservata, centri fortificati, rocche, abbazie e chiese di enorme valore artistico e storico, un paesaggio di rara bellezza, prodotti della terra squisiti e unici, vino eccellente, cucina corposa e vitale, il tutto in un’area di poche migliaia di chilometri quadrati? Sembrerebbe una pretesa leggermente esagerata, invece non lo è, perché questo luogo esiste e merita di dedicarvi tempo e passione. Il piacentino è ormai entrato in modo definitivo nel cuore dei Milanesi e ha sostituito mete fino a ieri più apprezzate. Come bacino di scorte vinicole è da sempre stato uno dei serbatoi dei consumi popolari milanesi. Ma ora le cose stanno rapidamente cambiando, il livello qualitativo sta raggiungendo traguardi di eccellenza (vedi intervista a Luigi Mossi, ‘master senior’ dei viticultori piacentini); la cucina va raffinando la sua impronta rustica e antica, soprattutto i paesaggi e i luoghi sono stati riconosciuti per la loro straordinaria bellezza e varietà. Ne consegue che sempre più milanesi vengono nel piacentino non solo per la classica gita domenicale o per il week end, ma acquistano proprietà, si trasformano in agricoltori e ristoratori, portano, come sempre, quella ventata di innovazione e dinamicità, che unita al senso pratico e alla competenza, hanno fatto la fortuna di tutti i luoghi che hanno eletto come meta dei loro soggiorni. Naturalmente qualche zotico storce il naso, forse perché non sa o forse perché sa di non essere all’altezza. E’ entrata nella leggenda la vicenda dell’azienda vinicola "La Tosa", creata da milanesi appassionati di enologia, che ha costituito un modello di efficienza e di riqualificazione del prodotto vincolo locale su livelli di eccellenza. Non meno significativo l’esempio dell’Azienda Luretta, creata dal nulla da imprenditori non piacentini, che hanno puntato su di un prodotto di qualità realizzato con le tecnologie d’avanguardia di coltivazione biologica e hanno conseguito risultati qualitativi straordinari, con riconoscimenti nazionali e internazionali. Ovviamente ciò non significa che le aziende di vecchia data piacentina siano state da meno; anzi, le più dinamiche non solo hanno tenuto il passo, ma hanno fatto ricerca, hanno a loro volta innalzato il contenuto qualitativo del loro prodotto e hanno creato prodotti nuovi. Insomma, una situazione in pieno movimento, con il piacentino sempre più vicino con la testa a Milano.

Si diceva dello straordinario paesaggio. E’ veramente unico, perché unisce, in un solo territorio, entro spazi di territorio molto ristretti, i più diversi panorami. La pianura, la bassa e l’alta collina, la montagna. Il segreto di questo paesaggio così vario e così incantatore sono sicuramente i cinque corsi d’acqua con le rispettive valli che lo attraversano. Il Tidone, il Luretta, la Trebbia, il Nure e l’Arda. Ognuna di queste valli ha la sua precisa caratterizzazione e tutte defluiscono nella grande pianura che costeggia il Po e che ha, a sua volta, un fascino estasiante in qualunque stagione. Di primavera col contrasto del verde e il rosso dei mattoni dei vecchi cascinali in lontananza; d’estate fra l’oro del grano e il rosso tremolante di caldo delle costruzioni che sale fino all’azzurro del cielo, fattosi pallido per il suo lungo amore coi vapori della terra. Di autunno e d’inverno, fra le brune e le nebbie, l’improvviso emergere del chiaro della pietra di un casolare o il nero di un filare d’alberi spogli in attesa che sarto Marzo gli provi il nuovo vestito. Ogni minuscolo borgo meriterebbe una sosta per questo o quel cascinale, per questa o quella osteria, per questo o quello struggente attimo di eternità che invano cerchiamo di fermare con lo sguardo che si fissa nella bellezza dei campi.

La val Tidone e Luretta rappresentano la parte più ‘lombarda’ della provincia, non solo per vicinanza geografica, ma per mentalità. Sono le aree a più alta vocazione vinicola e si presentano con un paesaggio collinare dolce e solare. Da percorre sicuramente sui crinali collinari, il tratto di territorio da Castel San Giovanni a Ziano Piacentino, fino a Corano,Vico Marino e poi giù a valle fino a Pianello, Trevozzo, Nibbiano, dove almeno due trattorie meritano di essere provate, perché non vi proporranno solo gli eterni pisarei e fasoi, vale a dire l’Osteria del Bastian Cuntrari, e il Nido del Cuculo a Nibbiano. La val Luretta è ancora più morbida e assolata. Il suo territorio è disseminato di castelli e a chi piacciono non ha che l’imbarazzo della scelta. Ma la tenue val Luretta può essere risalita verso il monte, lungo le strette strade comunali dall’asfalto qua e là sbrecciato. Provate a risalire oltre il castello di Momeliano, verso quello di Rezzanello e poi Monticello, Bobbiano e avanti ancora. A un certo punto solo monte e cielo, da un lato, in basso la pianura fermata dalle Alpi, dall’altro il lento degradare del monte verso la Trebbia e poi ditemi se il vostro cuore almeno un sussulto di commossa meraviglia non ha fatto. Scendete, tornante dopo tornante, giù alla Trebbia e prima di Mezzano Scotti, se l’ora è giusta, fermatevi al ristorante Filietto. E’ un posto che merita, se amate i sapori genuini della cucina del posto.

 

La Trebbia fa da spartiacque, fra il lato della provincia che propende verso la Lombardia e quello che propende verso l’Emilia. Bobbio, con il suo antico e austero monastero ne è la capitale storica e morale, Rivergaro, con i suoi locali, discoteche e parchi acquatici ne è la capitale turistica, che tuttavia piace solo a quelli di Piacenza. Dunque avanti lungo la provinciale che unisce Rivergaro a Ponte dell’Olio secondo borgo, dopo Bettola, della Val Nure. Poco sopra Ponte dell’Olio, a Castione, c’è l’azienda vinicola Baraccone, di Andreana Burgazzi, una bella e giovane signora che sa come il vino va fatto. E’ il posto giusto per assaggiare vini della val Nure e cominciare a fare i primi confronti con quelli già assaggiati altrove.

Quella del Nure è una vallata stretta e incassata, che dà un senso di austera sobrietà, di rigore e serietà. Non a caso a Bettola, sua capitale, è nato il ministro Bersani, l’uomo del ritrovato rigore (fiscale).

Da vedere senz’altro, Groppo Ducale, sopra Bettola, un minuscolo villaggio che si protende su di una gola dalla quale si gode lo spettacolo di tutta la vallata circostante Bettola. Da Groppo Ducale risaliamo verso Prato Barbieri per avere un assaggio del paesaggio montano che sa offrire il piacentino e per essere pronti all’ultima cavalcata, quella dell’Arda.

Sopra Prato Barbieri abbiamo i monti Lama, S. Franca, Menegosa. Le loro altitudini variano dai 1200 ai 1400 metri di altitudine, sono ampiamente battuti da sentieri perfettamente segnati e offrono l'opportunità di splendide passeggiate nel verde, senza incontrare particolari difficoltà di percorso. Prato Barbieri è un posto magico, per il semplice fatto che è un crinale, lungo qualche decina di metri, dove convergono antiche strade e sentieri e da dove si biforcano nuovamente in molteplici direzioni. Più ancora Prato Barbieri è storicamente una locanda fondata alla fine del secolo scorso, che divenne presto il punto di incontro di tutti coloro che attraversano queste valli e percorrevano i tratturi montani.  Oggi esiste ancora, perché la titolare, l'ultima discendente di questa stirpe di osti tosti, e sua figlia hanno deciso che una storia gloriosa e gioiosa come questa non debba terminare e dunque, nonostante la decadenza economica dei luoghi tengono duro e riescono a fare, specie nel fine settimana, della antica trattoria Alpina un punto di socializzazione e degustazione di piatti che conservano amorevolmente i sapori di questa terra.

L’Arda è la parte di territorio nel quale si concentrano i più importanti monumenti architettonici del piacentino. Come i resti della città romana di Velleia, il borgo rinascimentale di Castell’Arquato, il mastio medioevale perfettamente conservato di Vigoleno, il castello di Gropparello che è aperto al pubblico e offre una curiosa ristorazione di ascendenza medioevale, l’insuperabile Abbazia di Chiaravalle della Colomba ad Alseno. (Per i riferimenti storici e monumentali vai alla nota di cultura artistica).

 

Scendendo verso valle, il paesaggio prende man mano aspetto collinare; si tratta di colline molto regolari che si susseguono dolcemente ad ‘onda’, ricordando molto il paesaggio marchigiano. Castell’Arquato ne è la capitale ed è un borgo di assoluta rilevanza artistica. E’ anche il centro della vita economica produttiva, dove è possibile comprare i diversi prodotti vinicoli e specialità alimentari della zona (c’è un mercato ogni seconda domenica del mese delle specialità alimentari). Fra le tante aziende vinicole, da provare, proprio appena fuori Castell’Arquato, la Benna che offre, fra gli altri, un Gutturnio Superiore davvero notevole.

In linea di massima, nonostante la ricchezza artistica e la bellezza del paesaggio, questa è la parte del piacentino rimasta più chiusa in se stessa, più attaccata che altrove a tradizioni e rusticità un po’ troppo ruvide e ripetitive. La prova più evidente di questo fatto, è la ristorazione. Il territorio è disseminato di trattorie e osterie, ebbene se prendete il menù di una di queste trattorie e ve lo portate dietro per ordinare in un’altra non trovereste nessuna difficoltà, nessun imbarazzo, perché i menù sono perfettamente interscambiabili, non ci sono differenze. Quello che trovate nell’uno, trovate puntualmente nell’altro. Il livello offerto è mediamente discreto, a volte anche eccellente la qualità delle materie prime, quello che manca assolutamente è l’innovazione. E alla lunga ci si stanca delle solite cose e allora.... e allora andate a mangiare in un posto davvero carino per la gentilezza signorilità dei titolari che la semplice eleganza dei locali. Si tratta dell’agriturismo Casa dei merli, vicino a Ciriano –Travazzano (ma per trovarlo è meglio telefonare 0523-850269), la sua particolarità consiste nel fatto che fa una cucina rigorosamente vegetariana, però molto varia e molto saporita.

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