A SPASSO CON GISELLA PER  MONFERRATO

Gisella Colombo, docente di letteratura italiana, signora con un naturale istinto per le cose buone e belle (non a caso è sommelier diplomata), da anni passa i suoi fine settimana e lunghi periodi di vacanza nel Basso Monferrato, dove ha acquistato una casa di campagna, che ha arredato con ineffabile buon gusto e dove invita amici e giovani di talento per discutere delle cose della vita e per giudicare dei vini e dei cibi (tra l'altro è un'ottima cuoca). Per l'insieme di queste ragioni, e per la sua conoscenza di prima mano del territorio, le abbiamo chiesto di farci fare un giro per le colline del Basso Monferrato.

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Avendo a disposizione un week-end da trascorrere nell’Astigiano, io suggerirei di raggiungere Moncalvo, che è il centro del Basso Monferrato e nel contempo la città più piccola d’Italia, nota per i suoi pregiati tartufi bianchi, per cui vengono allestite in autunno interessanti fiere ed esposizioni di prodotti del settore. Un giretto a piedi tra le viuzze e i negozi dalla foggia antica, un aperitivo in piazza e, perché no, una cena in un locale di tradizione, dove il sontuoso carrello dei bolliti rappresenta per gli amatori una tappa pressoché obbligata: il Ristorante Centrale, gestito da esperti e cordiali intenditori, situato ora nella nuova sede di Piazza Romita,10 (Tel. 0141-917126). In ogni caso non vi farei andare molto lontano per godervi un sano riposo: a pochi chilometri in direzione di Asti, e precisamente a Tonco, potrete trovare un accogliente e curato Bed and Breakfast, denominato Villa Belfonte (Tel. 0141- 991422; 335-7444848), oppure in località Montechiaro, quello di S. Nazario, situato proprio in prossimità di una chiesetta romanica dell’XI - XII secolo, ideale punto di partenza per un itinerario che potreste intraprendere magari anche il giorno successivo. Sono, infatti, numerose in questa zona le chiese romaniche e le cappelle votive costruite in cima alla collina; provo ad indicarvene alcune che a mio avviso meritano una visita o, per lo meno, un rapido sguardo:
- La Chiesetta della Madonna della Neve, che si trova a Castell’Alfero in regione Valle, sul crinale che conduce a Frinco, di recente restaurata
- La Chiesa di San Nazario, appunto, a Montechiaro d’Asti, situata in una posizione panoramica di rara bellezza
- La Chiesa di San Lorenzo a Montiglio, che soprattutto all’interno elargisce i suoi tesori, degna di nota per la ricca simbologia medievale scolpita nei suoi pregevoli capitelli
- La Chiesa di Cortazzone, capolavoro dell’architettura romanica del luogo. Se intendete visitarla all’interno, potreste fermarvi lungo la strada, poco prima di arrivare, sulla destra, in una cascina dove un curioso personaggio vi fornirà la chiave (che definire grossa è poco…) per accedervi
- Se vi rimane del tempo, e se i morsi della fame ve lo consentono, potreste raggiungere anche quella di Settime

Non siete comunque molto lontani da uno dei ristoranti più tipici (unici, direi) di tutto il Monferrato, dove potrete ingaggiare una singolare sfida con gli amici, ma soprattutto con voi stessi: le venticinque portate di fritto all’italiana (si va dalle verdure, alle carni, alla frutta, ai dolci, tutto in sostanza, tranne il pesce e … non aggiungo altro per non rovinarvi la sorpresa) servite calde al ritmo di due, tre alla volta in fragranti panature, rappresentano un’esperienza unica, un trofeo di cui andare fieri se si riesce a non tralasciarne nemmeno una!
Si tratta del ristorantino, modesto a vedersi, con il bancone bar all’ingresso e proprio pochi tavoli, dove Antonietta Gentilella e il marito vi proporranno le loro specialità (meglio prenotare, però!), E’ il Chicco di Caffè di Soglio, Via Barovero,21; Tel. 0141-992378; 0141-999838.

Anche chi non intende mettere a dura prova il proprio fegato, non può comunque ignorare il tipico fritto misto alla piemontese, specialità locale che pare abbia origine proprio dal paese di Gianduja, Callianetto; viene proposta da vari ristoranti della zona e comprende alcune portate salate, quali cotolette di manzo, cervella, filone, polmone, fegato con contorno di carote stufate, e almeno tre portate dolci: mela, amaretti e cubetti di semolino o crema cotta al gusto di vaniglia o di cacao. Un ottimo fritto, ad esempio, è quello del Ristorante Ciabot d’l Gianduia, Via Lasca, 10/12, Callianetto (tel. 0141-298113), località dove, come osservavo più sopra, tale tradizione è radicata, tanto da ispirare le numerose sagre locali che ne fanno il piatto forte.


In ogni caso, non mi sentirei di proporre altro che un pomeriggio defatigante: un giro nei dintorni, semplicemente per godersi le amenità del paesaggio, prendere un caffè o degustare del buon vino in qualche locale inserito in un contesto ambientale davvero suggestivo, quale il Caffè del Conte Amico, bar vineria accogliente e raffinato, inserito nello stesso complesso del Castello di Castell’Alfero , con il suo belvedere da cui si può godere un’ampia vista su tutte le colline circostanti.

Altra opportunità per gli amanti del vino è l’Enoteca di Porta Comaro (patria del Grignolino), collocata all’interno di un antico torrione dell’edificio fortificato nel piazzale in cima al paese, con una bella cantina costruita anticamente in tufo e mattoni, da visitare.
Proprio qui ho assaggiato per la prima volta un vino tipico della zona di Castagnole Monferrato, ricavato da un vitigno autoctono che per un certo periodo di tempo è andato diradandosi, fino a lasciarne presagire la scomparsa; il Ruché. Vino intenso dal profumo caratteristico, che va da sentori floreali forti a quello della confettura di frutti rossi, ha un bouquet persistente, che certo non si dimentica. Ripristinato dalla viticoltura locale e rilanciato dai alcuni produttori, è ora presente nella carta di molti ristoranti, anche nella versione più elaborata; tuttavia è sempre preferibile, a mio avviso, la versione non barricata, in quanto si tratta di un vino di per sé già intenso e avvolgente.

Tipico del basso Monferrato, apprezzabile seppur senza grandi pretese, è il Barbera d’Asti, vitigno antico e tradizionale che, grazie alle innovative tecniche enologiche, è riuscito ad acquisire la dignità di un grande vino internazionale. Basti pensare alla creazione di etichette quali La Monella, vivace, lavorata soltanto in acciaio, vino sempre gradevole, a mio avviso, da accompagnare a tanti piatti non particolarmente impegnativi; il Bricco della Bigotta, il Bricco dell’Uccellone o il più recente Ai Suma, tutti maturati in barrique e affinati con tecniche elaborate, capaci di soddisfare un pubblico esigente.
Ricordo, tra i vitigni locali, anche il celebre Grignolino, rosso piuttosto leggero, dal gusto deciso, che personalmente non mi entusiasma, ma che annovera un buon numero di estimatori, e, infine, il Moscato d’Asti, da abbinare ai dolci in genere, quelli lievitati in particolare, quasi insostituibile con le famigerate ‘bignole’, piccoli gustosi bigné ripieni di crema ai gusti più svariati. Tra i miei preferiti c’è il Moscato di Santo Stefano Belbo, di pavesiana memoria .

Per chi, invece, desidera fare un giro sistematico per cantine, consiglierei di passare dai fratelli Biletta, a Casorzo, Via Roma, 24 (tel. 0141-929303): nella settecentesca sala adiacente alla cantina, prendendo appuntamento, è possibile degustare, tra gli altri, la nota Malvasia di Casorzo, rosso vivace da dessert, e la Freisa d’Asti, vino asciutto e gradevolmente profumato a me particolarmente caro, soprattutto per iniziare … un tipico pranzo piemontese.
Chi apprezza non solo il buon vino, ma anche tutto il contesto, non può non visitare la tenuta del Castello di Razzano. Dell’antica costruzione castellata non rimangono che poche tracce. Oggi l’edificio è una tenuta agricola di grande bellezza paesaggistica, dove è possibile degustare in un ambiente raffinato e visitare cantine di grande valenza storica. Le Cantine Augustus, dal nome del proprietario Augusto Olearo, si trovano ad Alfiano Natta, località Razzano, (tel. 0141-922124). Fra le etichette si segnalano due importanti cru di Barbera d’Asti, il Campasso Vigna di Ca’Farotto e il Vigna del Beneficio, e un cru di Barbera del Monferrato vivace, il Vigna Monte Ubaldo.

E a proposito di castelli, dotati di cantine e non, suggerirei una sguardo ad uno dei tanti che qualificano la zona: il Castello di Cortanze, fortezza che ancora conserva, tra le poche, quasi integralmente l’aspetto medioevale; il Castello di Montiglio ; il Castello di Rinco e quello di Frinco; il già citato Castello di Castell’Alfero, valorizzato dai recenti restauri.

Per chiudere in bellezza, ovvero in …prelibatezza, non posso non fornirvi un indirizzo prezioso: La Raviola galante, di Scurzolengo, Via Maiocco, 4 (tel.347-7909458), locale piemontese specializzato in agnolotti ‘storici’ dal Rinascimento ad oggi: nell’invitante ‘Carta degli agnolotti’, l’ospite potrà trovare , secondo la stagione, il frutto di un’attenta ricerca storico-gastronomica condotta con dedizione dai proprietari, che propongono piatti davvero unici, tra cui conserve, mostarde, confetture e dolci preparati nel pieno rispetto della tradizione.

 

QUALCHE BUON INDIRIZZO

 

Vinchio (at)

Lu Monferrato (at)

 

 

Castel Martino
Cortemilia – CN

La Rosa dei Vini

Serralunga d'Alba (CN)

Terra di Langa  Lequio Berria (CN)

 

 

Santuario di Serralunga di Crea

 

 

                                                                     

 

 

 

 

 

 

 

 

paesaggi