Il Castello di Sartirana Lomellina

 


Sartirana, quasi al confine col Piemonte, è un borgo di notevole personalità che ha saputo mantenere intatto il proprio patrimonio urbanistico e presenta austeri caratteri monumentali della cittadina di campagna che a suo tempo fu la piccola capitale amministrativa, economica e culturale di un territorio agricolo solido e laborioso.
Al centro del paese, il castello, le cui origini rimandano al secolo XIV, quando, su incarico di Gian Galeazzo Visconti, il conte e condottiero Jacopo Dal Verme ne ordinò la costruzione. La struttura originaria era quella solita quadrangolare con solide torri quadrate in ciascun angolo. Sotto gli Sforza furono apportate notevoli modifiche che ne rafforzavano le difese. Fu chiamato uno dei grandi architetti militari, Fioravanti Alberti da Bologna, che costruì anche le mura del Cremino, il quale innestò sulla torre sinistra d’ingresso una torre cilindrica, che sua volta reggeva una più piccola torretta quadrata. La costruzione di questa imponente torre mostra l’importanza strategica che si attribuiva a questo castello nel presidio e nella difesa dei confini sud-occidentali del Ducato di Milano. Successivamente, quando il ruolo difensivo dei castelli divenne obsoleto, subì ulteriori rimaneggiamenti, assumendo, infine, caratteristiche di palazzo di campagna e di grande villa padronale. Nel corso dei secoli, fu dapprima assegnato da Filippo Maria Visconti al condottiero Angelo della Pergola (1424). Ludovico il Moro lo diede quindi a Cicco Simonetta. Quando il milanese fu occupato dai Francesi, passò al cardinale D’Amboise. Infine, nel 1521, col trionfo di Carlo V, il feudo di Sartirana passò a Mercurio Arborio Gattinara, cancelliere imperiale, la cui famiglia ne conservò il possesso fino alla venuta dei Francesi di Napoleone Bonaparte, con la conseguente abolizione del feudalesimo. Nel secolo XIX, il castello fu collegato ad una grande cascina e ad una riseria che si estendevano con i loro edifici oltre il fossato alla destra dell’ingresso ed erano unite al lato ovest del castello tramite un piccolo ponte. Poi iniziò un lungo periodo di decadenza e di degrado fino al 1980, quando l’intera proprietà fu rilevata dal dottor Giorgio Forni, affermato medico della Lomellina, che trasformò la sua passione per il collezionismo d’arte in una importante realtà culturale che va ben oltre Sartirana e la Lomellina. Il castello di Sartirana è divenuto così la sede museale di importanti e originali collezioni d’arte, che hanno come guida tematica, la raccolta e la presentazione di manufatti dell’artigianato italiano di eccellenza. In quest’ottica, le sale del castello ospitano il Museo degli Argenti contemporanei, con opere di architetti, scultori, designer, come Vavassori, Munari, De Vecchi, Pozzi; il Museo di Oreficeria contemporanea con opere di im¬portanti artigiani di Valenza, Firenze, Pesaro; il Museo di Architettura, Arti Decorative e Design, con pezzi di Artemide, Jo Ponti, Flos, la Murrina, Memphis, FontanaArte, Kartell; il Museo di Arti Tessili che espone tessuti di eccezionale fattura di ogni tipo: tappeti, coperte, tessuti per abiti, per arredi, ecc.; le raccolte di Arte Contemporanea, con opere che vanno da Giacomo Balla a Mario Schifano, da Arnaldo Pomodoro a Emilio Scanavino, Alberto Ghinzani, Emilio Vedova, Mauro Stacciali, Marco Lodola.
Ma il vero pezzo forte è il Museo della Moda, che raccoglie capi straordinari dagli anni ’50 fino ai giorni nostri, con creazioni di tutti i più quotati stilisti italiani, da Armani a Valentino, da Pucci a Versace, Moschino, Capucci.