CASTELLO DI VEZIO

Varenna (LC)

 Il Castello di Vezio proteggeva, in epoca medioevale, il borgo di Varenna e fu coinvolto in tutte le  vicende  belliche che videro lo scontro fra Como e Milano e poi fra Lecco e Como. In realtà le origini della fortificazione, per la posizione che la rendeva inespugnabile, risalgono ben prima dell’epoca medioevale. Abbiamo ritrovamenti di manufatti liguri e celtici anteriori alla dominazione romana  e sappiamo con certezza che sorse un castello romano a protezione della zona e, in particolare, delle miniere di ferro che costituirono la principale fonte di ricchezza di queste valli fino ad almeno l’Ottocento. Un centurione romano, Vescinus, compare come incari­cato dei lavori di costruzione del ‘castrum’ e dunque possiamo ritenere che probabilmente il nome “Vezio” derivi proprio da Vesci, villaggio del Lazio che diede il nome patronimico al centurione.

Dopo la caduta dell’impero e il conseguente imbarbarimento, nulla sap­piamo di che cosa accadde alle vetuste mura fino all’epoca della regina lon­gobarda Teodolinda, che fece ricostruire la fortezza, dotandola di una impo­nente torre di avvistamento. In epoca comunale fu il bastione protettivo della comunità di Varenna alla quale  fu unito da un lungo corridoio di mura. Fu quindi dei Visconti che lo diedero ai Dal Verme. Passò ai conti Sfondrati nel secolo XVII, che lo affittarono alla famiglia Tarelli che si incaricò di un im­pegnativa opera di ristruttura­zione. Alla fine del secolo XVIII fu unito al feudo valtellinese del conte Giulio Monti e, infine, passò nel secolo XVIII, ai Ser­belloni, che lo possedettero fino alla fine del secolo XIX. La ragione principale per una visita a questo ca­stello è senz’altro nel paesaggio eccezionale che lo circonda con la stupenda vista sul lago. Inol­tre, il paesino di Perledo, ai piedi  del quale sorge il castello, è un per­fetto esempio architettonico delle antiche costruzioni in pietra nelle quale vive­vano un tempo comunità montane. Da tenere presente, inoltre, che a Perledo opera una dinamica Associazione Turistica, che propone costantemente, nella buona stagione, manifestazioni ed eventi culturali di diverso genere all’interno delle mura del ca­stello (vedi pagine utili a fine capitolo).

Sotto abbiamo la cittadina di Varenna, dove sorge Villa Monastero, sicura­mente l’esempio più importante, su questa sponda del lago, di grande villa di delizia. In re­altà, come del resto indica il nome stesso, l’edificio sorse an­cora nel secolo 1208 come luogo monastico, di cui però sappiamo pochissimo se non che fu la sede delle monache cistercensi di Santa Maria Mad­dalena. Tuttavia, pur nel generale clima di rilassamento dei costumi in epoca rinascimentale, il comportamento di queste mona­che fu talmente di­sdicevole che indusse il cardinale Carlo Borromeo, nel 1566, a chiedere al papa di sciogliere la congregazione, ragion per cui l’edificio fu messo in vendita e acquistato nel 1569 da Paolo Mornico da Cortenova, con il quale inizia­rono ampi lavori di ristrutturazione volti a trasformare il monastero in villa di delizia. I lavori proseguirono con il figlio Lelio che diede il proprio nome alla villa, divenendo Villa Leliana. Nell’ottocento fu acquistata da diverse famiglie e, per ultima, quella austriaca dei Kees, alla quale il governo italiano confiscò la proprietà dopo l’entrata in guerra nel 1915. Dopo la guerra fu acquistata da Marco Marchi che la lasciò in eredità alla Stato, a cui oggi ancora appartiene e utilizza come centro di congressi e manifestazioni culturali. La villa è visitabile nel fine settimana, da marzo a ottobre. Durante la settimana, solo il giardino.