CORALE G.VERDI

Vicolo Asdente 9
43100 Parma tel. 0521-237912

 

 

Situata negli antichi alloggi degli stallieri ducali di Maria Luigia, la Corale Verdi nasce essenzialmente come circolo di appassionati di musica verdiana che, fra un concerto e l’altro, utilizzano la sede per momenti conviviali. Col tempo, le sale e la cucina evolvono in un vero e proprio ristorante aperto a chiunque voglia gustare un pranzo o una cena all’insegna della più tipica cucina parmigiana. E, in effetti, questo ristoro è davvero un tempio della migliore tradizione culinaria parmigiana, in grado di offrire qualità eccellente e quantità nella misura in cui la tradizione lo vuole, ossia offrire all’ospite porzioni che lo rendano pienamente satollo e giovialmente rappacificato col mondo.
La qualità della ristorazione fu assicurata dal lungo lavoro ai fornelli di Gino Delle Donne, uno dei cuochi più creativi e apprezzati nella Parma del secondo dopoguerra, che ha lasciato all’attuale gestore, Sante, un bagaglio di inestimabile valore di ricette, di tecniche e di metodi di preparazione delle vivande. Da sottolineare, inoltre, che su richiesta, la Corale Verdi è in grado di fare accompagnare il momento conviviale da arie e musiche verdiane, eseguite da ottimi professionisti o allievi del vicino conservatorio.
Quanto alla cucina, si diceva la difesa ad oltranza della tradizione, ossia il rispetto assoluto di una cucina raffinata e aristocratica come quella parmigiana che affonda le sue radici alla corte dei Farnese e poi in quella del magico periodo di Maria Luigia, granduchessa di Parma Piacenza e Gustalla. I piatti più significativi che qui si possono gustare sono, oltre agli ottimi e selezionatissimi salumi del circondario, prosciutto, culatello, salame di Felino, (nella stagione fredda, tra l’altro, troviamo anche i ciccioli e la cicciolata), i tortelli alle erbette, che preparati rigorosamente in casa, dalla pasta sfoglia al ripieno, presentano, grazie ad un segreto di cucina, una consistenza e una saporosità che ben difficilmente si troverà altrove. Abbiamo poi la celebre Rosa di Parma, filetto di manzo tagliato a metà, battuto e arrotolato con fettine di prosciutto crudo e scaglie di parmigiano e quindi cotto al forno bagnato con vino bianco; oppure la Duchessa di Parma, in questo caso fesa
di tacchino, tagliata e battuta, unita a prosciutto crudo e parmigiano sminuzzato, cotta in padella con burro, olio e vino bianco, una volta passata nella farina e in poco uovo. Servita, infine, con sugo d’arrosto e un po’ di panna.
Ma il secondo di gran richiamo è, nella stagione fredda, il carrello dei bolliti. Si tratta di un diluvio di carni, cucinate con la massima cura, ossia tenendo conto dei diversi tempi di cottura e della necessità di utilizzare pentole diverse. Lo stesso Sante consiglia, se si decide di consumare il bollito misto, di non prendere il primo e di accontentarsi di una bella tazza di brodo. Vi verranno serviti: cappello del prete, gallina, testina, codino, piedini di porco, stinco, cotechino, zampone, lingua.
Quanto ai dolci, ottimo lo zabaione caldo della casa, che oltretutto aiuta, grazie al suo contenuto alcolico, a digerire; oppure la crema gelato, o, se si vuole qualcosa di più tradizionale, la classica sbrisolona o la crostata alla marmellata. Si chiude il sipario con un nocino della casa. Quanto ai vini non c’è che l’imbarazzo della scelta: la cantina è un altro punto di forza del ristorante con etichette di gran pregio da ogni regione vinicola della penisola.