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LA DOMENICA DELLA MAIALATA
Trattoria Solari 43050 Cereseto Pr Tel: 0525/824895 - 0525/824801
Fax 0525/82673 info@trattoriasolari.it
Posti così oggi
sono rari, soprattutto per il clima. Insomma non credo sia facile in
Italia passare una domenica, dall’ora di pranzo a sera, all’insegna
dell’euforia bacchica, fra musica entusiasmo generale buon cibo e
buon vino a volontà per 25 euri. Ma anche se fossero stati 50
sarebbero sempre stati troppo pochi. La trattoria di Paola Solari,
invece, vi offre esattamente tutto questo.

La scorsa domenica, 24 febbraio, ha organizzato una maialata, cioè
un pranzo a base di maiale, così come si usa fra le colline
dell’Appennino parmense. Al maiale ha aggiunto una damigiana di vino
da spillare a volontà (vino buono, un gutturnio appena amabile dei
colli piacentini), ha chiamato un eccellente fisarmonicista che ha
suonato le melodie popolari di un tempo per tutta la durata del
pranzo e, dopo il pranzo, via col liscio con il complesso di
Maurizio Guzzinati, un nome che suscita grandi entusiasmi fra gli
appassionati del genere. E, fatto davvero eccezionale, fra un tango
e una mazurka, ecco presentarsi mister Keith Esdale direttamente
dalla Scozia, con tanto di kilt e pipes. Mister Keith non è un
eccentrico esibizionista o un dilettante di buona volontà. E’ un
validissimo interprete della musica popolare scozzese che sa suonare
da vero maestro la cornamusa, il flauto dolce, e conosce il meglio
delle ballate e delle musiche della sua terra. Da qualche tempo ha
abbandonato, sembra senza rimpianti, la nativa Scozia e con la
famiglia ha trovato casa in un villaggio pressoché abbandonato nel
circondario della Val Ceno. Quando gli gira, si mette il kilt e
prende la cornamusa e va a suonare a feste e meetings di interesse
valligiano.
Naturalmente abbiamo anche mangiato, non solo ballato e ascoltato
musica. Si abbiamo sbocconcellato qualcosina per tenerci pronti per
le danze, vale a dire: piatto di salumi misti, lardo pestato con
mollica di pane e aglio, fettine di polenta con fetta di lardo
fritto sopra. Bomba di riso alla moda piacentina, ravioli di carne
con ragù di maiale, tagliolini sempre al ragù. Quindi: piedini di
maiale bolliti, stufato di cotiche di maiale e fagioli, cotechino e
polenta, puntine al forno con patate, lonza al forno.
Poi mi hanno
chiesto se volevo assaggiare i dolci della casa; non credevo ai miei
occhi: un piatto con quattro tipi diversi di dolci, fra cui una
eccezionale fetta di torta alla zuppa inglese o qualcosa di simile.
Mi sono guardato intorno per
vedere se per caso qualcuno era già stramazzato sotto il tavolo,
anche perché c’erano coppie un po’avanti con gli anni. No, tutti
stavano benissimo, e dopo il caffé tutti in pista! E’ proprio vero:
non conta quanto mangi ma come lo mangi. Puoi anche mangiare solo un
ovetto di quaglia e ti può restare sullo stomaco tre giorni, se il
posto è quello sbagliato e la gente che ti sta intorno quella da
mandare a quel paese. |