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LA ROCCA DI SONCINO
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La Rocca di Soncino, praticamente intatta dall’epoca della sua costruzione, fu fatta edificare, nel 1473, da Gian Galeazzo Sforza, sulle fondamenta di un castello preesistente. Già nell’alto medioevo sappiamo di una cinta di mura e torri che proteggeva Soncino dalle ultime invasioni barbariche, e sappiamo con certezza della esistenza di un castello nel 1200, poiché abbiamo la cronaca storica del fatto che questo castello venne assediato e distrutto dai Milanesi e dai Bresciani. Da allora Soncino verrà conteso dai principali Comuni Lombardi, fino ad essere acquisito in modo definitivo dal Ducato di Milano che provvide a farne un nodo strategico per la difesa del suo territorio dai Veneziani. Il progetto e la realizzazione di una rocca di grande rilevanza militare furono affidati, nel 1469, agli architetti Serafino Gavazzi da Lodi e al cremonese Bartolomeo Gadio, che fu l’artefice del castello sforzesco di Milano. Solo dopo qualche anno si diede inizio ai lavori che portarono alla edificazione di questa nuova rocca, che sorgeva sui resti di una fortificazione antecedente. I lavori furono condotti sotto la direzione del maestro da muro Giacomo De Lera, la cui presenza a Soncino fu voluta dallo stesso Gadio come proprio diretto collaboratore. La rocca di Soncino conserva tutti gli elementi tipici delle rocche dell’epoca, senza successivi rimaneggiamenti, aggiunte, modifiche. Solo l’acqua del fossato è stata rimossa. Rivellino, ponte levatoio, pozzo interno, torri con merli, beccatelli, bocche di lupo, segrete e persino il passaggio segreto sono perfettamente conservati e offrono al visitatore la possibilità di farsi un’idea precisa di come era fatta e come poteva difendersi una rocca rinascimentale. Col dominio spagnolo sul milanese, la rocca divenne proprietà dei marchesi Stampa, che la utilizzarono come abitazione e, infine, nel 1876, la donarono al Comune di Soncino. La cittadina di Soncino si presenta come un agglomerato architettonico del tutto omogeneo, di chiara impronta medioevale; passeggiando sotto i suoi portici si arriva fino alla Casa degli Stampatori, un edificio del XV secolo, che fu casa e bottega della famiglia Soncini che diedero vita alla prima stamperia ebraica in Italia e fu il luogo ove venne prodotta la prima bibbia a stampa in caratteri ebraici. Oggi è sede di un piccolo, ma delizioso museo della stampa, con macchinari, torchi, lastre litografiche che sono dei pezzi unici e ripercorrono tutti i progressi dell’arte fino al secolo XIX. Per altro verso ricordiamo che Soncino fu un importante centro politico e militare già nell’altro medioevo, in quanto controllava un guado sull’Oglio attraverso cui procedeva la strada romana che univa Lodi a Brescia. Fu acquisito nel 1118 dai cremonesi che ne fecero un baluardo difensivo dell’area a nord del proprio territorio comunale, conobbe il suo momento di gloria sotto signoria di Buoso da Dovara con la conquista della vicina fortezza di Orzinuovi e con la cattura di Ezzelino da Romano, incarcerato nel 1259 nella torre di Soncino. La volontà dei soncinesi di liberarsi del giogo cremonese, favorì l’opera di Azzone Visconti che, nel secolo XIV, riuscì ad acquisire stabilmente Soncino ai territori del Ducato di Milano. Ed è proprio in questo periodo, fino alla caduta del Ducato di Milano, che Soncino vivrà il periodo di maggior splendore culturale e di floridezza economica: si sviluppò l’industria e il commercio dei panni di lana, venne istituito il Collegio dei Notai e si accolse la comunità ebraica dalla vicina Orzinuovi, che vi aprì un banco dei pegni.
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