MARE D’INVERNO: LEIVI E DINTORNI

Dall’autunno alla primavera la Riviera ligure vi offre il meglio di sé, cioè un clima invidiabile, paesaggi limpidi e profondi, quasi fossero sigillati in una sfera di cristallo, una natura sempre verde e sorprendente per la sua incessante vitalità, scarso affollamento e la possibilità di accostarsi sul serio all’intima essenza dei luoghi e delle persone che li abitano. Insomma questo è il periodo dell’anno più vero e più affascinante per entrare in contatto con questo territorio e per godere fino in fondo la sorpresa di passare, nel giro di un paio d’ore, dal grigio e dal freddo dell’inverno padano al colore e al tepore di una striscia di territorio che sembra un giardino fiorito sul mare.

 Saliamo in macchina e lasciamo progressivamente alle nostre spalle quel cielo plumbeo che pare essere così vicino a noi da toccare i rami spogli degli alberi e avvolgere i tetti delle cascine sperdute lungo la piana. L’autostrada ci porta veloci verso Serravalle, dove dobbiamo affrontare l’insidia delle curve in discesa che segnano il confine e il punto di passaggio fra Lombardia e Liguria. La nostra meta è Leivi, non un paese, ma una diffusa entità territoriale collinare, che peraltro è stata eretta a comune, subito a ridosso di Chiavari. Curva dopo curva, all’improvviso il mare in lontananza e con esso l’emozione di un subitaneo cambio di paesaggio. L’azzurro del mare si sposa con il verde perenne degli ulivi, dei pini, dei cespugli che ancora buttano fuori fiori, con gli orti ancora ricchi di lattughe, di bietole, di carciofi, e, fra essi, il giallo, l’arancio, il rosso delle piante di agrumi cariche dei loro frutti. L’odore del vento marino trascina con sé il profumo dei limoni, dei pini, degli eucalipti e se abbiamo avuto anche la fortuna di essere a mezzogiorno di una giornata senza nuvole e di cristallino nitore, a stento dobbiamo convincerci che la primavera è ancora tutta da venire.

 Chiavari è un grazioso e, per certi versi, aristocratico borgo, le cui origini risalgono alla notte dei tempi, che ha saputo non lasciarsi travolgere da uno sviluppo edilizio selvaggio e cieco, come purtroppo è accaduto a tanti centri della riviera ligure. Mantiene intatto il suo centro storico non solo da un punto di vista strettamente architettonico, ma anche culturale e civile. Sotto gli archi che costeggiano le sue vie principali, pulsa la vita vera di sempre della gente di questo luogo, qui troviamo bei ed eleganti ritrovi, interessanti botteghe artigianali, simpatiche e genuine trattorie. In poche parole un’area urbana sul serio vivibile e piena di attrattive. Tutto intorno sulle immediate colline, i palazzi e le storiche ville, per lo più in stile liberty, che sono la testimonianza ben conservata di un turismo residenziale borghese e aristocratico. A meno di una decina chilometri, subito passata la prima fascia collinare, il comune di Leivi. In realtà, come si diceva, non un paese in senso tradizionale, ma dei minuscoli agglomerati di case, di orti, ville e giardini, sparsi qua e là lungo i fianchi e il dorso delle colline. E ‘ un luogo di un fascino particolare, proprio perché non avendo un vero centro urbano (il comune è appunto, in senso letterale, un palazzo nella campagna), si presenta come una sorta di ragnatela di "carruggi" (strette strade di campagna, pavimentate in sasso e mattone) tutto intorno alla carrozzabile principale che porta fino alla cima delle colline e da lì, poi, alle più alte vette che cingono la Liguria e la proteggono dai venti gelidi del nord. Leivi è uno degli esempi meglio conservati di quel "paesaggio di villa" ad insediamento sparso, così tipico del Levante ligure da tempo immemorabile.

Ben cinque chiese sono comprese nella sua area comunale, fra esse la maestosa San Bartolomeo che presenta un sagrato policromo, espressione tipica dello stile architettonico del Levante ligure. Scegliere Leivi come meta di una vacanza, presenta molti vantaggi. Primo fra tutti, quello di potere essere a immediato contatto con la natura ligure. Basta uscire di casa per potersi inoltrare, lungo i suoi sentieri, fra boschi e uliveti. Per altro verso, la sua vicinanza a Chiavari permette di raggiungere il mare in pochi minuti in macchina e, con poco sforzo, persino a piedi. A Chiavari si può godere del sole e del vento lungo la marina, ma anche delle attrattive di un borgo vivace di negozi, di mercatini all’aperto, di locali e trattorie. L’artigianato locale è particolarmente interessante, qui è stata creata, ancora all’inizio del secolo XIX, la sedia “Campanino”, dal soprannome dell’artigiano che la ideò. Una sedie leggera e snella, tuttavia robustissima, grazie al suo complesso assemblaggio a incastri. I buoni ristoranti non mancano né a Chiavari né a Leivi. Per altro, la cucina del territorio è senz’altro ingentilita dall’olio di Leivi  (vai alla pagina), un prodotto eccezionale che ha ricevuto e continua a ricevere riconoscimenti di ogni tipo per la sua leggerezza e genuinità. E, in effetti, la cucina del territorio è sicuramente una ragione in più per fare visita a questo luogo. Nella prossima pagina abbiamo tutta una serie di piatti tipici da suggerirvi, oltre che indicarvi un bellissimo itinerario escursionistico (vai alla pagina); vi segnaliamo qui un ristorante che merita senz’altro di essere visitato per avere un primo assaggio delle specialità gastronomiche del territorio. Si Tratta di Primo Sole (vai alla pagina). Per soggiornare, invece, ecco un paio di indirizzi di B&B, da mettere senza esitazione in agenda. Sono entrambi gestiti da signore che vi accoglieranno in modo cordiale e comunicativo, ma che rappresentano i due modi più diversi di interpretare lo spirito di questa forma di ospitalità. Da un lato il B&B Costasecca (vedi pagina), gestito dalla signora Anna Minghetti, milanese d’origine e ligure per scelta, che mette a disposizione una grossa casa di campagna ben riattata, con davanti un comodo e riposante giardino. Sarete accolti e trattati con lo spirito energico e coinvolgente che lei stessa ha appreso nei suoi lunghi anni di permanenza in Irlanda, per eccellenza terra di B&B. L'altro è il B& B Collevento (vedi pagina), gestito da Claudia, una signora che ha sempre vissuto lì, prima con i genitori, ora col marito, tre figli, diversi cani e gatti e qualche gallina. Una grande casa per dare spazio ad una piccola tribù, dove gli ospiti possono godere sia della presenza di tante voci, sia di un appartato luogo riposo, in quanto questa grande casa offre agli ospiti ingresso indipendente e stanze separate dal resto dell’abitazione .

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