|
|
| Acciughe al verde
Un trito molto fino di foglie di
prezzemolo, aglio e mezzo peperone rosso, mezzo peperone
giallo. Si versa quindi il composto in una terrina e si
amalgama con l'olio extravergine d'oliva in modo da ottenere
una salsa abbastanza consistente. Si aggiunge un cucchiaino
di aceto di vino rosso e si regola di sale e pepe a piacere.
Si dispongono quindi su di un piatto di portata dei filetti
di acciuga all’olio di oliva che vengono cosparsi di questa
salsa. |
| Carne trita cruda
Si trita, meglio col coltello che con
l’apposita macchinetta, un pezzo di carne di polpa di manzo
sceltissima e la si mette su di un piatto da portata dopo
averla condita con l'olio, il succo del limone, aglio
tagliato a fettine molto sottili, sale e pepe. |
| Ravioli del plin
Il plin, in piemontese, è il
pizzicotto, ed è quello che il cuoco usa per chiudere, con
le dita, il ripieno entro la pasta sfoglia di questi piccoli
e assai tipici tortelli. Il ripieno è un brasato di carni di
vitello e di maiale, alle quali si aggiungono spinaci o
altre verdure di stagione, come le verze lessate e poi
passate in padella. Particolarmente curioso l’uso di
servirli su di un tovagliolo senza condimento alcuno.
Dovrebbero avere abbastanza sapore di per sé da non
richiedere alcuna aggiunta. In realtà vi verranno serviti
con burro, formaggio grattugiato e salvia in un piatto,
oppure conditi con sugo di cottura dell’arrosto. Un altro
modo ancestrale di consumarli era quello di metterli in una
tazza insieme a un bicchiere di barbera, ma è difficile
trovare un luogo dove vi venga ancora proposto di consumarli
in questo modo. |
| Finanziera
Si discute sul nome. Secondo alcuni
deriva dal fatto che era un piatto assai apprezzato dagli
agenti di borsa e dai banchieri torinesi che se lo facevano
servire nelle pause del loro lavoro, quando si recavano nei
locali alla moda della vecchia Torino. Secondo altri, deriva
da ‘finanza’, intesa come tassa, ossia era una tassa in
natura che i contadini pagavano agli agenti del fisco,
consistente soprattutto in frattaglie, o, ancora, dalla
giacca ‘finanziera’, che le servitù portava a corte dei
Savoia. In ogni caso è un piatto complesso e assai ricco che
si compone di animelle e cervella di vitello, granelle di
bue, creste e barbigli di gallo, fegatini di pollo,
giardiniera di verdura sott’aceto, funghi. Le frattaglie
vanno lessate qualche minuto in acqua e aceto, quindi tutti
gli ingredienti vanno tagliati a dadini e fatti saltare con
poco burro e, infine, messi in una casseruola con la
giardiniera e fatti cuocere con marsala e vino bianco.
RISTORANTI TIPICI |
|
|
|
|