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Osterie e trattorie da mettere in agenda: gli indirizzi, i percorsi, le mappe
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L’osteria e la trattoria. Solo una vaga parentela Inutile andarle a cercare, tanto non esistono più. Le osterie, intendo dire. Sono scomparse quando sono scomparse le mule. Le auto e le strade asfaltate le hanno uccise. Però, per due o tre casi non lo so. Può darsi che si possano ancora definirsi osterie, se per esse intendiamo quei luoghi a margine delle strade dove fermarsi per ristorarsi, per azzuffarsi, per dormire, per giocare, per cantare o solo per stare per un po’ al caldo in compagnia. Se le osterie sono pressoché scomparse, abbiamo però un bel numero di trattorie che reggono bene la dura prova contro il nuovo che avanza. Le trattorie sono alla lontana, molto alla lontana, parenti delle osterie. Hanno con esse qualche vaga rassomiglianza, ma se le guardiamo con attenzione dobbiamo ammettere che sono cosa del tutto diversa, soprattutto nel modo come nascono e per il motivo per cui nascono. Le prime trattorie fra questi monti nascono intorno agli venti e trenta dello scorso secolo, in relazione ai primi fenomeni di turismo e di villeggiatura stagionale durante l’estate. Esse andavano incontro all’esigenza di chi saliva su questi monti per cercare refrigerio, aria buona, belle passeggiate, di trovare una cucina casalinga e gustosa ad un prezzo assolutamente modesto. Si rivolgevano a quel primo ceto medio, composto di impiegati, professionisti, piccoli commercianti, che stava emergendo nelle capoluoghi di provincia, da Genova a Piacenza, da Pavia ad Alessandria, da Milano a tutte le città della ‘bassa’. Si vedevano le prime automobili, ma in genere era la corriera a trasportare le famiglie per la villeggiatura estiva o per la gita di fine settimana. La trattoria altro non era che la cucina di casa propria che si apriva ai ‘foresti’. In genere si trattava di una donna di casa, molto brava in cucina e molto intraprendente, che apriva i battenti al pubblico, ospitandoli spesso in un ampio locale al piano terreno di casa propria o attrezzando un ‘casone’ nelle vicinanze per la bisogna. In questa prospettiva dobbiamo dire che la trattoria nasce eminentemente con finalità edonistiche e ricreative, non avendo nessuna altra necessità ad esistere se non il piacere di mangiare fuori casa di un ceto che aveva qualche soldo da spendere per bisogni non strettamente necessari. Abbiamo visto, al contrario, come l’osteria rispondesse a tutt’altro bisogno, fosse, cioè, un servizio indispensabile di ricovero per chi viaggiava a dorso di mulo o su di una carrozza trainata da cavalli. Ciò detto, è anche del tutto ovvio che la scelta della trattoria dipendeva, e tuttora dipende, da una combinazione di fattori, sicuramente del tutto soggettivi, circa la qualità del cibo offerto, l’abbondanza delle portate, lo stile degli arredi, il genere di clientela abituale, il clima di simpatia instaurato dai proprietari. E sono appunto questi criteri, nella mia assolutamente soggettiva loro interpretazione, a guidare la selezione degli indirizzi che suggerisco.
Alta Val Trebbia (vedi mappe)
Bobbio e circondario.
A Bobbio si mangia in genere bene. Ci sono bei locali, ormai più
vicini al ristorante tipico che alla vecchia, sana trattoria. Una
che però mantiene l’antico spirito e anche l’antica qualità c’è
sicuramente; si tratta dell’Albergo
Ristorante ai Cacciatori
Il Genovesato e le limitrofe valli dello Staffora, del Curone e del Borbera (vedi mappe) a) Fra lo Staffora, il Curone e il Borbera. Per arrivarci bisogna fare qualche chilometro da Varzi in direzione dell’Oltrepò montano, dalle parti di Zavattarello, ma ne vale la pena perché è uno dei pochi ristori che sul serio vale la pena di conoscere da queste parti. Si tratta della Croce Bianca, Tel. 0383.589165 in località Valverde. Siamo all’estremo limitare della zona collinare, dove ormai inizia la montagna appenninica. Valverde è una sorta di piccolo altipiano, una conca erbosa, circondata da ampie macchie boschive, appena sopra Zavattarello, noto per il antico castello dei Dal Verme. La Croce Bianca ha fatto storia nel corso del tempo, conquistando il cuore e il palato anche dei locali, che non sono mai stati teneri e indulgenti nei confronti dei loro stessi compaesani che hanno alzato la saracinesca di un ristoro. Famoso il faraonico susseguirsi degli antipasti di ogni genere, dai salumi crudi e cotti, ai sottoli e sottoaceti, alle torte salate e alle verdure crude e cotte, condite nei più svariati modi. Quindi è il trionfo dei funghi, dei tartufi (specie quelli locali), della cacciagione, delle carni arrosto e stufate, dei cotechini e dei bolliti. In alta Val Staffora, a Cegni, c’è l’Osteria del Jack, Tel. 0383/551353. Un nome piuttosto affermato, così come una indiscussa notorietà ha conseguito questo paesino, famoso per il suo carnevale. Una costante e abbastanza fitta presenza di milanesi non ha tuttavia guastato lo spirito originario. Si mangiano i classici della zona, come gli agnolotti ripieni di brasato, gli stracotti con i funghi, i brasati e il cinghiale con la polenta. L’ambiente è accogliente e comunicativo. In vetta al passo del Giovà, che separa Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia, abbiamo in località Capannette Pey, Tel. 0523 935129, l’omonimo albergo-ristorante. Esisteva nell’Ottocento come osteria, fu poi, nel Novecento una delle prime trattorie-albergo che davano ospitalità a cacciatori di città e famiglie per la villeggiatura estiva. Adesso è soprattutto un ristorante, visto il crollo generale della villeggiatura estiva su questi monti. La sua cucina è apprezzata soprattutto per il rispetto delle ricette della tradizione e per la buona qualità delle materie prima usate. Se muoviamo, invece, in direzione di Capanne di Cosole e scendiamo lungo il Borbera, abbiamo modo di entrare nell’alessandrino, deviando verso la valle Curone, che termina proprio sotto Qui consiglio almeno un paio di posti. Il primo è l’Agriturismo Guardamonte Tel.349 4363191, in località Guardamonte, appena sopra Gremiasco, in val Curone. E’ un luogo delizioso per la vista che offre sulla vallata, per l’antica casa in pietra, ottimamente risistemata, per il tipo di accoglienza che riceverete. Gestiscono il ristoro le nipoti degli antichi proprietari del fondo agricolo. Hanno lasciato la laurea nel cassetto e hanno preferito questa attività che le ricongiunge alle loro radici, alle radici della loro terra. In cucina si sentono già i primi influssi piemontesi, rispetto alla modestia della cucina dell’Oltrepò pavese. I piatti sono più complessi, più ricchi, più fantasiosi. In località Salogni, praticamente dove la val Curone termina sotto il monte, troviamo invece l’albergo ristorante La Baita, Tel. 0131.781125. E’ una grossa struttura di impianto moderno, che d’estate da ospitalità a qualche famiglia di villeggianti. Tuttavia appartiene a una giovane coppia che del posto da generazioni. Il giovane titolare, che un appassionato della cultura tradizionale e della salvaguardia del territorio, vi offre i piatti più tipici della zona, oltre ad una serie di prodotti, formaggi, salumi, sottoli, fra i più genuini delle piccole realtà agro-pastorali che operano in quest’area. b) Dall’Antola al Penna. Dalla val Curone alla val Borbera sono pochi chilometri. Si passa per Giarolo e per Borgo Adorno e si è infine ad Albera Ligure sul Borbera. Risaliamo fino a Cabella e Carrega Ligure e siamo al passo che divide Liguria dall’alessandrino. Proprio poco prima del passo Tre Croci, alle Capanne di Carrega, c’è un’antica costruzione in pietra che un tempo fu una importante osteria lungo la mulattiera che congiungeva la Liguria alla Lombardia. Adesso è un agriturismo, ma è un agriturismo proforma. E’ sostanzialmente una bella e ruspante trattoria, dove trovate sempre qualcosa da mangiare a meno che non sia completamente pieno. E’ un ambiente simpatico, del tutto informale, che propone la cucina casalinga della Liguria montana: pasta fresca al pesto, pansotti alle noci, cinghiale, arrosto di agnello e di carni di vario genere. Agriturimo Capanne di Carrega, Tel. 347-9790789 Nel villaggio di Caprile, sotto Propata e prima del lago del Brugneto, c’è “Da Berto”, Tel. 010-944612, che direi il più classico e il forte di personalità dei ristori della zona. E’ anche albergo e ha una immensa sala da ballo nello scantinato, oggi malinconica testimone di un’epoca di fasti che si sono definitivamente spenti, forse a causa dei voli low cost, forse a causa dei cervelli che hanno cominciato a picchiare in testa. Fino agli anni ’80, i boschi e le radure di queste vallate, dalla primavera all’autunno, echeggiavano delle risate e delle voci di migliaia di villeggianti domenicali o stanziali. Cosa c’era di meglio se non prendere la macchina la domenica, trovare una bella trattoria dove si mangiava bene e tanto, e dove, poi, si passava l’intero pomeriggio a ballare o passeggiare per i boschi? Oggi però, a quanto sembra, i gusti sono altri. Da Berto troverete un signore di mezza età, dai tratti agili e giovanili e con uno sguardo attento e intelligente. Dirige questo monumento della ristorazione ligure di montagna dovendo fare i conti con un paio di anziane di parenti, di eccezionale bravura in cucina, ma scontrose e con un caratterino mica male. Qui trovate la tipicità ligure più autentica, messa in tavola alla perfezione in un clima famigliare e del tutto informale. A pochi chilometri c’è lo stupendo villaggio di Pentema. Qui troviamo la Locanda al pettirosso, Tel. 010-944802, un inno alla semplicità, alla cordialità, alla disponibilità. E’ un locale grande quanto una casetta di campagna di due locali per piano. La saletta da pranzo può contenere solo pochissimi tavoli, che si affollano in questo spazio minimo, e ha, a lato, la cucina. E, tuttavia, è un ambiente luminoso, arioso e accogliente. Questa sensazione che provate entrando è sicuramente il riflesso del modo di fare e di proporsi della coppia che lo gestisce. Gente spontanea e gentile che vi accoglie come se foste ospiti di casa e vi offre una cucina casalinga realizzata con amore e curata in ogni dettaglio. Nei pressi di Neirone, a Ognio, c’è Del Pippo da Ugo Tel.0185.934544 - cell. 335.5929306. E’ una trattoria storica che si è conquistata una gran fama, specie negli ’60 e ’70, con riconoscimenti di ogni tipo e una presenza nelle guide gastronomiche più accreditate. Fama sicuramente meritata per la ottima cucina genovese di livello. Non può essere indicata come una trattoria di campagna per il livello della ristorazione offerta per lo stile dell’ambiente. Magnifica, ad esempio, la terrazza – balconata, tutta affrescata, dove è possibile mangiare con lo spettacolo della valle e del mare in lontananza. Insomma, quando si vuole qualcosa di un certo tipo, sappiamo che questo potrebbe essere il locale giusto. E sempre nel circondario di Neirone, e lungo la Fontanabuona, ecco un indirizzo da segnarsi se vuole una cucina assolutamente casalinga, di buona fattura e a un prezzo stracciato. Si tratta della Trattoria Circolo Acli, Tel.0185 977413, in via Terrazzo a Lorsica, subito dopo Cicagna. Oltre alla farinata, alla torta di ripiena di verdure, alla focaccia al formaggio, troviamo gli antipasti di salumi e quelli di verdure e funghi sottolio, le verdura ripiene al forno, la pasta fresca al pesto o al sugo di noci o al classico ‘tuccu’, il ragù ligure. Gli arrosti e il pollame e il coniglio in casseruola. Meglio telefonare prima, per essere sicuri di trovare la cucina aperta. Infine, risalendo l’Aveto, in località Villa di Santo Stefano, abbiamo la Trattoria Montesanto, Tel.0185-899262. L’ambiente è assolutamente casalingo, semplice, ma curato. La classica cucina ligure di montagna a prezzi introvabili. Se poi vogliamo salire sul monte Penna, qui abbiamo un ottimo indirizzo, non solo per il mangiare, ma per passare una giornata all’aria aperta, ballando o giocando alle bocce e, se si è in inverno, con anche la possibilità di andare con la slitta tirata dai cani, come nel Klondyke. Il locale si chiama Rifugio Monte Penna, Tel. 0525-83103. Ma è un ampio ristorante, un bel bar con tanti tavoli all’aperto, a cui si affianca una pista da ballo en plein air col pavimento in assi di legno. Nei fine settimana d’estate, i più noti complessi musicali del liscio si alternano sul palco di questa pista.
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