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LA MUSICA DEL PIFFERO APPENNINICO NELLE PAROLE DI ALCUNI SUOI PROTAGONISTI: IL GRUPPO MUSICALE DEI MUSETTA

Siamo a Degara di Bobbio dove Ettore Losini , detto “Bani” , ha la sua casa e il suo laboratorio. Bani è uno dei nomi più rappresentativi della musica tradizionale di questa area appenninica, ormai da decenni presente con il suo gruppo ‘ I Musetta’.
Bani è, inoltre, un artigiano che costruisce pifferi esattamente secondo i criteri storici che da tempo immemorabile stanno  dietro alla realizzazione di questo strumento.
Diciamo, inoltre, che oggi ci sono, oltre a lui, soltanto uno o due altri artigiani in grado di produrre questo strumento.
La musica tradizionale dell’Appennino, di questa parte dell’Appennino, detta anche delle ’Quattro province”, cioè  Pavia, Piacenza, Alessandria,  Genova, si fonda e si regge questo strumento. Tradizionalmente era usato in coppia con la ‘musa’, cioè una piccola zampogna locale, che fu  poi ampiamente rimpiazzata dalla fisarmonica.
Si tratta di una musica molto coinvolgente, nella quale il piffero, usato in sol, esprime tutta la sua potenza e  aggressiva sonorità. La musiche risalgono al Settecento e all’Ottocento, si tratta di Monferrine, di Gighe, ma anche  di Walzer, Mazurche e Polke. Erano suonate per motivi ricreativi all’osteria, in occasione di feste patronali, di eventi cerimoniali in genere.
Ma si tratta, questo, di un adattamento sociale di una musica che sicuramente nasceva in epoche ancestrali e aveva connotati religiosi e sicuramente magici, ossia la potenza del suono era intesa come una qualche forma di incanto del bosco, di liberazione dalle sue forze oscure e selvagge, con quanto di pauroso potevano generare nell’animo umano.
Questa musica che nasce in relazione al bosco e ai suoi misteri, spezzando il potere delle forze naturali, per ricondurle ad una pacificazione con il mondo degli uomini, dopo anni di indifferenza sociale,  sta tornando ad essere apprezzata e richiesta non solo in ambienti ristretti e consapevoli del suo valore artistico, ma anche più generalmente dal pubblico che frequenta ristoranti e sagre.  Oggi abbiamo un qualificato numero di ottimi musicisti che hanno formato una serie di gruppi itineranti, richiesti e apprezzati ovunque.
Fra essi i Musetta di Ettore Losini, al quale si è aggiunto un nome di grandissima caratura, Marion Reinhard, una signora di Norimberga, che suona il fagotto alla Filarmonica di Berlino e che ha da tempo ha preso casa nei dintorni di Bobbio.
Ecco come Marion e Bani ci raccontano l’esperienza musicale del loro gruppo e la loro storia personale di musicisti legati a questa particolare espressione della cultura popolare musicale.

Marion ci racconta così la sua vicenda professionale: Sono nata in una famiglia che non aveva particolare cultura musicale, ma, ancora alle scuole primarie, sono rimasta come affascinata dalla musica e sono riuscita a convincere i miei genitori a regalarmi un violino e a permettermi di seguire un corso di apprendimento. Nonostante la mia passione, mi accorgevo che con questo strumento non sarei mai andata troppo avanti, ossia non sarei mai andata oltre un discreto livello tecnico.
Poi ho ascoltato casualmente un concerto nel quale aveva una parte importante uno strumento come il fagotto, e il suo suono mi ha colpito moltissimo. Ho capito che questo sarebbe dovuto essere il mio strumento. Con una certa difficoltà sono riuscita a convincere i miei genitori a farmi studiare professionalmente  musica e il fagotto in modo specifico, e così, forse anche con un po’ di fortuna, sono riuscita a vincere un concorso presso la Filarmonica di Berlino, dove tuttora lavoro.
Quanto alla musica dell’Appennino e al piffero, il mio incontro è stato casuale e totalmente coinvolgente. Per puro caso sono stata a Bettola ospite di amici. Il posto mi  è piaciuto molto dal punto di vista del paesaggio e così ho cominciato a cercare casa e interessarmi alla musica del posto. Ho conosciuto Bani e gli ho chiesto di costruirmi un piffero. Quando ho avuto in mano questo strumento ho capito che aveva qualcosa di unico, di straordinario e che dovevo dedicarmi ad esso con tutta me stessa.  Ho così imparato a suonarlo e suonare l’antica musica di queste parti. I Musetta mi hanno accettato all’interno del loro gruppo e adesso partecipo con loro ai molteplici appuntamenti musicali del gruppo.”

Come si diceva, Ettore Losini ‘Bani’ è un nome di primo piano nella musica tradizionale da ormai moltissimi anni. Anche in questo caso, la sua passione per la musica è stata precoce e persino divorante.  Ancora da bambino ha appreso i primi rudimenti suonando una piccola fisarmonica a bocca ricevuta in regalo, e non c’era festa popolare che non lo vedesse  seguire e chiedere i consigli dei personaggi che allora dominavano la scena musicale locale.

Come lui stesso ci dice: “
Mi ricordo che, ancora da bambino, era usanza che i suonatori facessero il giro delle cascine e, quando venivano dove abitavo io, la cosa mi emozionava moltissimo. Allora era anche usanza che si intonacassero le aie con sterco di vacca, che, seccandosi, faceva da pavimento abbastanza scivoloso per  ballare e così l’arrivo dei suonatori era l’occasione per sentire la musica e ballare. Io ho preso a suonare la armonica a bocca e la fisarmonica a ottoni, imparando a suonare ad orecchio, senza avere studiato musica. Quindi ho iniziato a lavorare come artigiano a Piacenza, continuando a suonare a livello amatoriale con vari gruppi che facevano musica da ballo liscio e anche di tipo rock.
Quindi sono tornato alle origini, ritornando alla tradizione della terra dove nato, e ho preso a suonare il piffero nelle sagre e nei momenti di festa. Ho preso a fare  questa musica con Attilio Rocca, ‘Tilion’, alla fisarmonica, che adesso non suona quasi più perchè è anziano e non in buona salute.  E così sono nati i primi Musetta che, nel corso degli anni, hanno avuto un ottimo riscontro di successo  sia locale, ma anche nazionale e internazionale, partecipando una quantità di festival di musica etnica.
Come dicevo, Tilion adesso non è più in grado di muoversi e affrontare appuntamenti musicali troppo impegnativi. Ma, per nostra fortuna, abbiamo incontrato Marion e, come fisarmonicista, un ragazzo di grande talento, che oltre alla fisarmonica suona il piffero, la musa e ha una passione totale per la musica, si tratta Fabio Pavaretto.
I nostri progetti sono quelli di fare tanta tanta musica insieme per trovare il migliore affiatamento possibile Quindi, quando avremo un'intesa perfetta potremo anche pensare ad un CD, che vorremmo ai livelli qualitativi migliori possibili, perché farlo per farlo, tanto per poter dire di avere un CD col nostro repertorio, è una cosa poco sensata e poco utile sia a noi sia a chi ci apprezza."

 

 

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