PERCORSI

 

La classica cascina della ‘Bassa’ è riscontrabile in una fascia di territorio che comprende la  Lomellina e arriva alla foce del Po, sebbene si possa registrare una certa differenza nella struttura  architettonica e nella organizzazione sociale, fra le cascine situate alla destra (Emilia) e quelle situate alla sinistra (Lombardia) del Po. Ulteriori differenze si possono registrare fra provincia e provincia, per il prevalere di certe colture, ad esempio la coltura del riso o il prevalere dell’allevamento dei bovini e delle industrie lattiero-casearie ad esso collegate.

Nel corso del tempo, avremo modo di evidenziare con percorsi  specifici, i diversi impianti sociali e culturali che si possono riscontrare viaggiando lungo le diverse realtà territoriali bagnate dal Po.

Questo primo percorso è molto attraente per i milanesi perché può essere fatto tranquillamente in bicicletta o offre la possibilità di una conoscenza più approfondita del territorio immediatamente circostante il sud- ovest di Milano, con sicure  piacevoli sorprese nell’individuazione di ritrovi e ristori dove fare tappa, sia nel poter ammirare, inoltrandosi nella ragnatela di stradine di campagna che unisce la pianura compresa fra i due navigli e il Ticino.

La zona che prendiamo in considerazione è, infatti, quel triangolo di terra che, facendo angolo con Milano come vertice, segue da un lato il naviglio Pavese, e, dall’altro, il naviglio Grande. In poche parole, il tratto compreso fra Milano -  Motta Visconti - Abbiategrasso . Immaginiamo, allora, di imboccare la statale   che da Milano va a Pavia seguendo il naviglio.

Arrivati a Moirago, subito dopo Rozzano,  deviamo per Zibido S. Giacomo e Corsico. Qui possiamo imbatterci una delle cascine storiche più blasonate e meglio conservate, ossia Cascina S. Marta.   La torretta d’ingresso risale al 1300 e mostra la chiara dimensione anche di struttura militare e difensiva che in epoca medioevale avevano le cascine. Sempre sulla torretta è possibile osservare lo stemma dei Melzi d’Eril, che furono la prima grande famiglia milanese di cui abbiamo notizia avesse la proprietà della cascina. Poi passò agli Acerbi e, infine, all’Ospedale Maggiore di Milano. Ora è stata data in gestione ad una dinamica cooperativa che è stata in grado di rivitalizzarla sia sotto il profilo produttivo che architettonico. L’interno è stato, infatti, completamente ristrutturato e nulla di cadente o di abbandonato vi si può notare. La cooperativa produce riso e verdure che possono essere acquistate anche direttamente presso lo spaccio aziendale. La cooperativa si è data, inoltre, un proprio marchio, con il quale lavora e commercializza ortaggi sottolio, biscotti di riso, sughi. Tutti i suoi prodotti appartengono alla cosiddetta fascia degli ‘eco-compatibili’, ossia l’utilizzo degli antiparassitari è limitato soltanto a quelli classificati di fascia F, vale a dire tollerati dai terreni perché bio-degradabili.

Si prosegue di qualche chilometro e si arriva a San Pietro Cusico dove s’incontra la grande area

boschiva e acquatica dei laghi Carcana.

Casella di testo: Figura 2 Laghi Carcana
 Essa è il paradiso del pescatore, perché in questi laghi si pesca alla grande tutte le specie diffuse nelle acque dolci di Lombardia. Non a caso si tratta di una struttura nota agli appassionati di pesca di tutta Italia, nella quale si svolgono importanti gare di livello nazionale e internazionale. Tuttavia non occorre essere pescatori per avervi accesso. Data l’amena e ombreggiata tranquillità del luogo, vi si può entrare per un pic-nic o semplicemente per una passeggiata nel verde. Inoltre, abbiamo all’interno una delle più simpatiche e autentiche trattorie popolari della zona. Un bel fabbricato che ricorda gli antichi ‘baracchini’  sul fiume, metà luoghi di ritrovo di pescatori, metà luoghi di ristoro.  Una bella stufa a legna in ghisa vi accoglierà nei mesi invernali, dandovi quel senso di calore e familiarità che tanto cerchiamo quando andiamo fuori città. Con la buona stagione si mangia all’aperto, sotto l’ombra di grandi salici e robinie. I padroni di casa vi accoglieranno con calore e simpatia e vi offriranno i piatti più autentici della tradizione milanese (risotti con le rane, cassoeula, riso giallo) con qualche accento anche emiliano, come il gnocco fritto, i tortelli e la pasta fresca fatta a mano, perché la moglie del titolare viene dall’Appennino emiliano e non si è dimenticata di alcuni sapori della sua giovinezza.

 

Seguendo le stradine campestri, da S. Pietro Cusico, si raggiunge Noviglio, passando per cascina Torre, cascina S. Rocca, cascina Segrona, fino a Mairano. Qui troviamo la trattoria dei Pescatori, un ambiente semplice a cordiale, dove le rane e i pesciolini fritti sono un’occasione di grande richiamo per tutti i viandanti in cerca di antichi sapori. 

 A meno di un paio di chilometri, ed ecco la storica cascina Conigo, nei pressi di Noviglio. E’ una struttura davvero imponente, totalmente circondata da mura e con un ampio arco d’ingresso sul quale spiccano le teste scolpite di buoi e cavalli. Tuttora in piena attività, impiega una decina di famiglie di lavoranti. Sull’aia e negli edifici un tempo di stallaggio campeggiano possenti macchine agricole che non stonano affatto con le antiche mura di mattone, ma danno invece un senso di vitalità e di continuità col passato. Entrando, sul lato destro, quello che resta degli edifici una volta riservati alle maestranze. Completamente abbandonati e in uno stato avanzato di degrado, sono, tuttavia, un interessante e suggestivo documento storico sulle condizioni abitative e di vita della gente dei campi di nemmeno tanto tempo fa, non più di una cinquantina d’anni. In un secondo cortile interno, riservato allo stallaggio delle vacche e a magazzini, troviamo l’edifico più importante sotto il profilo storico e artistico: la chiesa/cappella interna. E’ un edifico in perfetto stato di conservazione, le cui origini rimandano al secolo XVI, e che tuttora funzione come luogo di culto per i residenti in cascina e per gli abitanti delle frazioni circostanti.Chi volesse seguire la messa, deve trovarsi in cascina al sabato pomeriggio alle 18.

Da Noviglio seguiamo la provinciale che costeggia la roggia Ticinello ed entriamo in Vernate, dove  sperso nei campi esiste uno storico e suggestivo cimitero. A Vernate vi è anche la trattoria  ‘da Giuanin’,  dalla favolosa e sorprendente entrata che ricorda un tempio indiano. All’interno, invece, ci accoglie una mite ostessa, erede di una tradizione di famiglia ormai quasi centenaria, che ci propone i più tradizionali piatti della ‘bassa’ milanese, che, al sabato e alla domenica, possono essere assaporati con l’accompagnamento di musica dal vivo.

 Puntiamo su Motta Visconti, dove esiste un famoso accesso al Ticino. D’obbligo, però, una sosta a Calvignasco, presso la ‘Trattoria del Ponte’, un vero e proprio tempio della cucina popolare milanese, una trattoria storica, gestita in modo assolutamente famigliare e capace di dare a chiunque vi entri un senso di calorosa comunicativa.  Le specialità della casa consistono soprattutto nei salumi, nella carne suina  e in tutti i  suoi derivati (sanguinacci, cotiche, piedini, salamelle, ecc.). La cascina di famiglia è infatti specializzata nell’allevamento di maiali secondo il criterio della massima qualità nutrizionale e dell’assoluto rispetto dei ritmi naturali di crescita. E’ appunto dalla eccezionale qualità di queste carni che vengono prodotti i prelibati salumi e insaccati di diverso genere che hanno fatto la fama del locale.

 

Con la bella stagione possiamo sicuramente bagnarci nel Ticino al Guado della Signora, presso Motta Visconti; nei mesi autunnali e invernali possiamo, invece, passeggiare per i boschi che circondano la zona. Al Guado della Signora, troviamo la simpatica Trattoria di San Rossore, che simile ad una grande baita montana. Al suo interno non tavolini, ma solo grandi tavolate dove ci si siede gli uni accanto agli altri, e un grande camino. Si mangia cacciagione e, in particolare, cinghiale.

 

Da Motta Visconti muoviamo verso Besate e l’imponente cascina storica di Fallavecchia. Un tempo era un vero e proprio paese, con centinaia di lavoranti, chiesa, osteria, negozio di alimentari compresi. Oggi non vi risiedono più tutte le famiglie di un tempo, ma l’osteria, il negozio e la chiesa sono rimaste. Si entra da una porta ad arco, sormontata da un’immagine sacra.  Proprio di fronte, una cappelletta sul lato opposto della strada.

 All’interno il corpo centrale dell’edificio un tempo riservato alle abitazioni dei contadini, di fronte ad esso le vaste stalle per le vacche; sul lato destro dell’entrata, l’edificio padronale, che disegna una corte chiusa, quasi un palazzo a parte, serrato da un massiccio portone ligneo. Contigua e ad angolo retto rispetto ad esso, la grande officina, che serviva da casera.  Alla fine del viale centrale che segue le case dei lavoranti, sulla sinistra, la chiesa di notevoli dimensioni e tuttora consacrata. Infine, sulla destra, i rustici che servivano da deposito per gli attrezzi agricoli e che ora  custodiscono possenti trattori. Oltre i rustici la porta d’uscita secondaria, quella che si apre direttamente sui campi.

Subito dopo Fallavecchia,  un’altro indirizzo da non dimenticare: la Trattoria Basiano. La gestisce il signor Colombi che ha la tipica  e coinvolgente comunicativa milanese nel sangue. La trattoria offre la classica cucina milanese, rivisitata e, quando è il caso, alleggerita. La lista dei piatti è piuttosto ampia e non mancano le ricercatezze, così come l’ambiente e il servizio sono curati e di livello.

Non ci fermiamo a Morimondo, perché una visita a questa antica abbazia, merita almeno una giornata e parlarne un intero servizio. Puntiamo, invece, su Abbiategrasso e  da qui seguiamo il naviglio Grande verso Milano. All’altezza di cascina Rosa deviamo sulla sinistra e raggiungiamo Fagnano dove troviamo lo storico castello- cascina Borromeo d’Adda, una delle più pregevoli sotto il profilo artistico fra quelle che ci rimangono.

Da qui possiamo far rientro a Milano seguendo il naviglio Grande non senza essere passati per il delizioso  centro storico di Gaggiano, che sembra  trasferirci su di un calle veneziano e avere visto i ruderi (è il caso di dirlo ) di cascina Guardia di sopra e di sotto, l’una di fronte all’altra divise dal naviglio. Si tratta dei resti di una grandiosa struttura agricola rinascimentale, appartenuta ai Visconti che, per imprecisati motivi, è nel più  completo abbandono, persino la pregevole cappelletta d’epoca rinascimentale a fianco della cascina Guardia di sotto.

 

 

  Trattoria Carcana

 S.Pietro Cusico

 tel. 02/90002743

 

 

Trattoria

Il Ponte

Calvignasco

tel.  02.9056052

Trattoria

 San Rossore

 Guado della Signora Motta Visconti