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Una delle migliori panisse di tutto il vercellese la si mangia al
Paiolo, il ristorante di Roberto Coppa, figlio d’arte e cuoco
praticamente da sempre, avendo mosso i primi passi in cucina, ancora
bambino, presso la trattoria della zia, e avendo proseguito la
carriera con oltre vent’anni di esperienza nei migliori locali della
Val d’Aosta, per poi aprire a Vercelli un locale tutto suo, che si è
conquistato negli anni una meritata fama.
Si tratta di una struttura molto intima e raccolta, situata nella
centralissima via Garibaldi, dove gli ospiti vengono accolti in tre
salette, arredate con grazia e sobrietà, che mescolano uno stile
rusticheggiante a quello solido e confortevole delle sale da pranzo
delle case della buona borghesia di un tempo.
La panissa, come si diceva, è il cavallo di battaglia del locale,
che viene servita, come vuole la tradizione, nel paiolo di rame e
preparata sempre e solo al momento. Ma, naturalmente, le attrattive
del locale non si fermano a questo. Roberto Coppa è, prima di tutto,
un creativo e un innovativo, difficile perciò che vi voglia proporre
banalità e ovvietà. I prosciutti, ad esempio, che vi porterà in
tavola non saranno mai lo scontato, per quanto buono, San Daniele o
il Parma; saranno, piuttosto, specialità fuori dall’ordinario come
quello di bisonte, di daino, di struzzo.
Lo stesso per gli altri piatti della tradizione dove un tocco
creativo in più non manca mai, o, piuttosto, dove la volontà di
offrire il meglio sotto il profilo qualitativo, sia in termini di
materie prime che di accuratezza di esecuzione, gli consente di
realizzare piatti di perfetta riuscita. Fra le altre pietanze sono
da segnalare le lumache in guazzetto o lo stufato d’asino, piatti
oggi se non introvabili quanto meno molto rari ovunque.
Il pane, i dolci, i gelati e i sorbetti sono fatti in casa proprio
per poter garantire agli ospiti qualità, profumi e sapori di cui
ormai ci siamo dimenticati. Fra essi il gelato di castagne, quello
alla grappa, il sorbetto al moscato, la torta di pure mele, che
ricorda la tartàn francese. Molto qualificata la selezione dei vini
in cantina, circa una sessantina di nomi fra cui Ceretto, Gaia, Pio
Cesare, preferendo, fra l’altro, avere di queste ottime case
vinicole le etichette di maggior caratura. Le grappe sono
esclusivamente quelle di Mazzetti di Altavilla.
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