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E’ un locale di lunga data e di grande esperienza. Aperto alla fine degli anni
’60, ha saputo conquistarsi un nome di tutto riguardo nel panorama delle molte
trattorie di campagna che punteggiano l’ampia fascia di territorio compresa fra
lo Stirone, l’Ongina, l’Arda.
Gli ingredienti di questo successo sono presto detti: attenzione sistematica
alla qualità delle materie prime (eccezionali i salumi, ricercati fra i piccoli
produttori artigianali che garantiscono un prodotto di prima scelta, e che
vengono serviti con la torta o gnocco fritto, il tipico accompagnamento dei
salumi in tutta l’area emiliana fra Po e colline), rispetto della tradizione
gastronomica locale, ambiente cordiale e simpatico.
In poche parole, un locale dove si gusta la vera cucina tipica piacentina e dove
si trovano specialità ormai abbandonate un po’ dovunque perché difficili o
laboriose da preparare. Fra esse citiamo la bomba di riso, un piatto storico
della cucina piacentina (una sorta di canestro o palla di riso, cotto al forno,
che racchiude un ragù di piccione), oggi di non facile reperibilità (ovviamente
non è nel menù di tutti i giorni, ma bisogna richiederlo prenotandolo); la
classica trippa alla piacentina, che si differenzia dalle molte varianti, sia
emiliane che lombarde, per la sua consistenza e corposità; il gambòtt, si tratta
cioè di una spalla (prete) di maiale disossata, conciata con sale e spezie,
stretta fra due assicelle e stagionata per alcune settimane in cantina, e quindi
fatta bollire per circa 4 ore e servita calda con purè di patate. Anche questo
alimento e la sua preparazione sono un piatto storico e tipico della cucina
piacentina e non deve essere affatto confuso con lo zampone di più larga
diffusione e conoscenza.
In menù abitualmente abbiamo invece le paste fresche di produzione propria, fra
le quali troviamo gli anolini col ripieno tipico di questa zona, cioè il
formaggio parmigiano stravecchio e niente carne.
Fra i secondi abbiamo il classico stracotto di asinina, il cinghiale (tutto
l’anno), serviti con polenta fritta, la lepre in salmì (a richiesta) e poi
arrosti e carni varie. Anche i dolci sono di produzione propria e fra essi
troviamo la zuppa inglese, le crostate di frutta, i semifreddi, la sbrisolona. I
vini sono selezionati esclusivamente fra i più qualificati produttori delle
colline del bacedasco.
Da tenere presente, inoltre, che l’ampio spazio a disposizione (tra l’altro,
nella buona stagione si mangia su di una terrazza all’aperto che offre una vista
panoramica sulle circostanti colline) consente di organizzare banchetti fino a
150 persone, anche in sala riservata.
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La veranda che spazia
sul panorama collinare circostante


Il classico ambiente
di una bella trattoria di campagna

Un ampio salone,
adatto a banchetti di notevoli dimensioni
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