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IL SANTUARIO DI CREA

VIAGGIANDO FRA I COLLI DEL BASSO MONFERRATO

ABBAZIA DI VEZZOLANO

SANTUARIO DI CREA

Le origini religiose in senso cristiano di questo luogo rimandano ancora all’impero romano, quando la leggenda narra che su questo colle fu edificata una chiesetta, nel secolo IV d.c., che custodiva la Madonna Nera di S. Eusebio, il santo di origine sarda che, dall’Oriente, portò tre madonne lignee, due lasciate in Sardegna, a Cagliari e a Oropa, e una portata a Crea da Vercelli, dove il Santo fu fatto vescovo e poi costretto a fuggire a seguito di una persecuzione anticristiana.
Indubbiamente sul colle doveva esistere, ancora da tempi ancestrali, qualche sacra costruzione, probabilmente un dolmen di una certa importanza, dedicato alle divinità celto-liguri, ed è così spiegabile come fosse stata costruita su di esso una chiesetta isolata all’interno della quale si custodiva una preziosa immagine sacra come la Madonna Nera. In realtà la Madonna lignea (divenuta nera a causa dei fumi delle candele votive nel corso dei secoli) è un’opera del secolo XIII, che probabilmente ha sostituito quella originale misteriosamente andata perduta durante i secoli bui delle invasioni barbariche. Lo sviluppo dell’antica chiesetta preromanica come importante luogo di culto lo si ha con gli aleramici che, anche qui, consentirono l’edificazione di una abbazia e la affidarono ai monaci agostiniani, provenienti dalla vicina abbazia di Vezzolano.

Nel 1156, i Marchesi del Monferrato fecero dono all’abbazia di una reliquia della Santa Croce, facendo così che la chiesa abbaziale cominciasse a divenire meta di pellegrinaggio e di devozione popolare.
All’inizio del XIV, i Paleologi, nuovi Marchesi del Monferrato, ampliarono l’importanza del Santuario, facendo edificare, all’interno della chiesa, la cappella di Santa Margherita di Antiochia, ove venne sistemata una reliquia delle Santa (oggi conservata nel Duomo di Casale Monferrato).
Tra il 1474 ed il 1479, Guglielmo VIII Paleologo commissionò gli importanti affreschi della Cappella di Santa Margherita: sulla parete di fondo, ai lati della Madonna in Trono, compaiono il suo ritratto e quello di sua moglie Bernarda, assieme alle figlie.
Ma è con i Gonzaga, ultimi marchesi del Monferrato, e con i nuovi orientamenti religiosi affermatisi con il Concilio di Trento, che Crea viene trasformata definitivamente in un Santuario con annesso un Sacro Monte, esattamente come accadeva in tantissime località del nord Italia, confinanti con la riformata Svizzera. Il Sacro Monte è un percorso devozionale, fatto in processione a determinate date, che prevede una faticosa ascesa lungo i fianchi di un monte più o meno scosceso. Il percorso, spesso compiuto con addosso pesi gravosi o, addirittura in ginocchio, era scandito da soste presso cappelle nelle quali erano raffigurate, con statue quasi sempre di grande valore artistico, le vicende del Nuovo Testamento, dalla nascita del Cristo alla sua Crocifissione ed, infine, la sua Resurrezione. Lo scopo di questa ascesi era al tempo stesso di espiazione delle proprie colpe e di istruzione ed edificazione religiosa.
Il Sacro Monte di Crea presenta ben ventitre cappelle e cinque romitori, realizzati, completati, o completamente rifatti, in tempi molto diversi, quasi tutti di grandissimo valore artistico e di ineguagliata potenza evocativa, giacché i volti, le vesti, le armi, gli strumenti d’uso comune e gli arredi sacri delle statue (per lo più in terracotta) sono quelli degli uomini del ‘500 e ‘600, riprodotti con impressionante realismo.
Fra le tante cappelle, segnaliamo alcune delle più rilevanti artisticamente, come l’ottava, che raffigura l’Annunciazione dell’Angelo a Maria, costruita fra il 1594 e il 1599, con dipinti del Fiamminghino e statue dei Tabacchetti (i fratelli Wespin); la diciassettesima, che raffigura le Nozze di Cana, edificata nei primi anni del 1600 e decorata con affreschi del Moncalvo e con statue dei Tabacchetti; la più famosa di tutte, la XXIII, L’Incoronazione di Maria (il Paradiso), dove la Madre di Dio è posta al centro della Trinità e sostenuta da uno stuolo di angeli, mentre una triplice corona di santi assiste all’evento. Sulla volta sono dipinti angeli esultanti. Si tratta di centinaia di statue e decine e decine di affreschi, opere attribuite ai Tabacchetti, al Caccia, all’Albertini.
Alla base del Sacro Monte, la chiesa del santuario dedicato a Maria, il cui attuale impianto architettonico rimanda ai lavori di restauro e ampliamento voluti, alla fine del ‘400, da Guglielmo VIII Paleologo e che si rifanno a canoni tipicamente gotici. La facciata fu rifatta ulteriormente nel secolo XVII, è stata ancora ritoccata nel Settecento, nell’Ottocento e fino ai giorni nostri, quando nel 1953 è stato inserito su di essa il mosaico, opera dello scultore Dalle Ceste. L’interno, a tre navate, conserva importanti opere: la Madonna con Bambino e Santi, tavola autografa di Macrino d’Alba (1503); il ciclo di affreschi con le Storie di Santa Margherita d’Antiochia del XV sec. attribuito a Francesco Spanzotti; l’effige della Vergine, statua lignea del XIII sec. che è oggetto di culto devozionale dei pellegrini che salgono a Crea; la vasta raccolta di ex voto che risalgono all’ottocento fino ai giorni nostri.


Le statue della Via Crucis - Lo sposalizio di Maria


La Crocefissione


I sentieri attorno alla collinetta


Il paesaggio