Back
 

VILLA BALBIANELLO

La villa fu voluta dal cardinale Angelo Maria Durini che, nel 1787, acquistò la seicentesca Villa il  Balbiano, situata a Ossuccio (Campo), ed eretta nel 1637 da Marco Gallio, sulle fondamenta di una rustica costruzione già appartenuta ai Giovio. Il Balbianello altro non era che il luogo ove sorgeva una chiesetta e un piccolo convento di frati Capuccini, che fu scelto, per la sua posizione unica, dal cardinale Durini per trasformare il convento in una villa di intimo e riservato uso. Non una villa di rappresentanza, ma un luogo appartato per il riposo e per gli intimi che avevano accesso alla vita privata del cardinale. I primi ampliamenti, infatti, non furono altro che la costruzione di un loggiato, una biblioteca, una sala di musica. Presto però divenne un luogo di ritrovo mondano, data la posizione sociale e politica del cardinale, legato pontificio, nunzio apostolico a Malta, Avignone, Varsavia. Con la discesa di Napoleone in Italia, il cardinale fu costretto a fuggire, vendendo la villa ai Porro Lambertenghi e questi, poi, agli Arconati Visconti, che vi ospitarono Silvio Pellico, come precettore dei figli, e fecero di questo luogo un centro di cospirazione anti austriaca. Nel Novecento, dopo la prima guerra mondiale, fu acquistata dal generale americano Cecil Albert Heydeman, che risistemò giardini, dopo un lungo periodo di abbandono. Negli anni ’50, dopo la morte del generale, la villa subì un nuovo processo di degrado, a cui pose rimedio il conte Guido Monzino che acquistò la villa negli anni ’70 e lasciò in eredità al Fondo per l’Ambiente Italiano.

  

.