Osteria del Presidio     
      Via XXV Aprile 32
       Casteldidone (CR)
Tel. 0375.310260

osteria.presidio@gmail.com

Chiuso domenica sera e lunedì                


Il nome di questa bella trattoria, situata al confine fra cremonese e mantovano, nasce da una presa di posizione culturale e da un preciso impegno nei confronti dei suoi ospiti: vuole essere la difesa ad oltranza di tradizioni e ricette che hanno una radice storica pressoché millenaria in quest’area di territorio, che per conformazione geografica e vocazione culturale sposano, da un lato, i sapori che vengono dagli alimenti d’acqua (anguille, pesci, crostacei di fiume, rane) e, dall’altro, quelli che vengono dal duro lavoro dei campi: carni di maiale, di asina, paste ripiene fatte in casa, antiche salse al mosto d’uva, insaccati e salumi di antica ricetta, come ad esempio la spalla cotta e cruda, il classico salame cremonese e quello mantovano, i ciccioli, le coppe di perfetta stagionatura.
Qui potrete allora gustare i classicissimi marubini di Cremona ai tre brodi oppure i veri tortelli di zucca, secondo la verace ricetta popolare di Viadana, cioè soltanto zucca, mostarda mantovana e amaretti. O, ancora, se preferite un piatto di pesce, lo stupendo risotto ai saltarelli, che sono gamberi di fiume e che vengono aggiunti all’ultimo minuto al risotto e lo ricoprono a piramide, creando un effetto unico anche sotto il profilo visivo. In realtà, questo era un piatto classico delle famiglie di pescatori che, fra Oglio e Po, di gamberi ne pescavano a quintali e rappresentavano per loro un po’ quello che era la polenta per i contadini. Altro risotto da provare senz’altro è quello con il cosiddetto ‘pestum’, ossia la pasta fresca di salame, speziata alla giusta maniera dagli stessi macellai appena ucciso il maiale.
Per quanto riguarda i secondi, che naturalmente variano a seconda della stagione, da tenere a mente il pesce persico in salsa con le ciliege, la terrina di anguilla o quella fritta, le alborelle in carpione e fritte, per rimanere sui pesci d’acqua dolce. Per le carni, invece, lo stracotto d’asina con polenta che è un classicissimo della tradizione contadina del Casalasco, così come lo stinco di maiale al forno. Ma se si vuole qualcosa di diverso, allora si possono provare le quaglie con le ciliege oppure le lumache alle erbe fini. Le salse sono fatte in casa e sono anch’esse il risultato di una ricerca di antichi sapori; fra esse: quella di mosto cotto, la salsa verde classica, il kren. Infine, per i dolci, che in lista sono davvero tanti, segnaliamo, quelli più tipici, vale a dire la spuma di torrone, l’antico dolce di castagne (che non è castagnaccio) servito con salsa di vino cotto, la granatina di fragole con crema mascarpone, il budino di San Martino con gli amaretti. La carta dei vini è molto ragionata e molto selezionata, in modo da offrire, per ogni piatto, l’abbinamento perfetto.
 


Bruna Fercodini in cucina e suo marito Sauro Poli ai tavoli, sono uniti non solo dal vincolo matrimoniale, ma anche da una comune passione per cultura gastronomica che li spinge ad una continua ricerca delle vere ricette popolari e storiche di questa terra, che unisce i sapori di straordinaria ricercatezza della grande cucina mantovana, di impianto ducale, e quelli più marcati e più terragni della tradizione contadina cremonese